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CAPRI : |
Molti studiosi fanno derivare il nome "Capri" da "Kapros" (cinghiale) in considerazione della colonizzazione greca dell'Isola. Gli eruditi del ' 700 lo farebbero derivare dalla voce fenicia "Caprain"(due città), menzionate peraltro da Svetonio in "Geografia". Oggi è consolidata l'opinione che la sua origine sia tirrenica e latina, cioè da "Caprae"(capre). Molte isole del Tirreno, infatti, hanno una simile denominazione come Capraia, Capraria, Caprera. |
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Questo tratto pianeggiante è stato in tutti i
tempi il punto d'incontro delle vie d'accesso sia dall'alto che dal basso e si
configurò come "cortile rustico" dopo il Mille quando cominciarono a
sorgere i primi nuclei abitativi tra le zone de Li Curti e del Longano, dove gli
accessi coperti, addossati alle sopraelevazioni delle mura greche, costituirono
i primi baluardi di difesa delle povere e modeste case unitamente al muro
continuo che chiuse lo spazio ad occidente tra il Palazzo Arcucci(oggi Cerio) e
l'attuale campanile quasi fuso alla porta munita di ponte
levatoio.
La seconda metà del Seicento segnò il limite di trasformazione della Piazza
che da possibile luogo di mercato, come tutti i centri medioevali simili, venne
ad assumere più l'aspetto di "spazio religioso" quando cioè fu
ricostruita la Cattedrale di S.Stefano ed edificato il Palazzo Vescovile(oggi
Casa Comunale) che a forma di "L" le ha conferito l'assetto
attuale.
Con la soppressione del vescovado, l'abbattimento del muro che la chiudeva e con
l'avvento dei primi turisti, essa riacquistò, nella seconda metà dell'800, il
suo carattere per così dire "profano" con l'apertura di alcune
botteghe artigiane ed una libreria. Dopo l'ultima guerra ed il conseguente
"boom" turistico, è diventata il punto d'incontro
"esclusivo" per
eccellenza.
Lo scrittore inglese Norman Douglas l' ha battezzata "il teatrino del
mondo" per la folla cosmopolita di turisti che vi sostano e la frequentano. |
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Dalla porta medievale in Piazza, alla via
Provinciale Marina Grande.E' la più antica strada di accesso all'abitato di
Capri ed è anche il primo tratto che percorre la processione del Santo Patrono
dell'isola quando ogni anno, nella sua festività del 14 maggio, viene portato
all'originaria chiesa di S.Costanzo a Marina Grande. Prende tale nome per una
sorgente che sgorgava dalla viva roccia. Anticamente alimentava le cisterne di
un impianto termale romano, ma fino agli anni quaranta fu fonte di
approvvigionamento idrico per la popolazione della città di Capri. |
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Dall'Hotel Quisisana a via Tragara.
Erano così chiamate le circa quaranta cisterne romane che in successione
servivano da terrazzamento alla strada che conduceva alla villa imperiale di
Tragara le cui acque rifornivano la villa ed il sottostante porto. Le volte di
pietra nella classica forma a botte, sono la principale caratteristica di questa
costruzione. Nel medioevo furono aperte progressivamente sul fronte dell'attuale
strada ed utilizzate come depositi vari. Oggi sono stati trasformati in eleganti
negozi. |
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Da via Padre Reginaldo Giuliani a via Matermania.
"Cercula" è la voce dialettale di "quercia" nelle sue
diverse specie già presenti sull'isola da antichissimo tempo e che insieme ai
pini formano le verdeggianti selve che ammantano le zone collinari dell'isola. |
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Erano chiamate "cesine" le estensioni
collinose dove abbondavano gli alberi cedui, cioè da taglio (dal latino "cesum"=tagliato),
da cui anche le località "Cesa" e "Ceselle" ad Anacapri. |
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Da via Matermania a Piazzetta delle
Noci.
Ricalca, in parte, il vecchio sentiero che conduceva alle cale di Matermania e
del Fico. Deriva dalla voce diallettale "Dint'e cale"=dentro le cale. |
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Unico collegamento con Anacapri fino al 1876
quando fu costruita la carrozzabile.E' un toponimo erudito del '700 che
attribuiva ai Fenici la costruzione della scala. E' invece il più insigne
monumento dell'età ellenistica perchè conserva nella parte alta i gradini
intagliati nella roccia come usavano i greci nelle isole rocciose dell'Egeo per
unire alla marina le loro inaccessibili acropoli. |
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La fine di Via Le Botteghe segnava, nel medioevo,
anche quella dell'abitato. Dal "vado=varco", chiuso da una porta posta
sotto l'arco dove ha inizio la via, si andava fuori dell'agglomerato urbano da
cui il toponimo Fuor-lo-vado. |
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Da Via Le Botteghe conduce a Via
Listrieri, nella
zona anticamente denominata "calcara". Il toponimo ha origine dal
latino medioevale "curtis", corte, e ricorda le case con cortile e
orti che caratterizzavano l'abitato. |
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Dalla Chiesa di S.Anna a via Longano.Il
toponimo ha la sua origine in "strei" che è la radice indoeuropea
di "stretto". Per cui "streieri"="strettoie".
Infatti in questa stretta strada convergono le altrettante anguste stradine di
Li Curti e Parroco Canale. |
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Dalla Piazza conduce a
Sopramonte.
La sua derivazione è dal greco "longones"=pietre per costruire mura.
Infatti la via poggia e si snoda lungo il ciglio del primo tratto della muraglia
greca che come vuole la leggenda fu costruita circa l'VIII secolo a.c. dai
Teleboi venuti dall'Acarnaia con il loro re Telone. |
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Da via Acquaviva a via Roma conduceva alla
"Casa Palaziata" di origine trecentesca e che nel '700 fu proprietà
del baronetto inglese sir Nathaniel Thorold. Vi soggiornava il re Ferdinando IV
di Borbone quando veniva a Capri al tempo della caccia delle quaglie. |
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Dalla Via Lo Palazzo alla Via
Fenicia.
E' una strada che attraversa la campagna sul lato nord dell'isola. Le acque
dell'omonima sorgente erano anticamente convogliate nelle ampie cisterne romane(cellae),
ancora esistenti in via Corgliano, e sono intercomunicanti tra loro, formando
così una sola vasta raccolta di acqua paragonabile al mare. Dal latino: "maris-cellae". |
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In proseguimento di via Sopramonte conduce alla
grotta omonima, trasformata da Tiberio in ninfeo ed era dedicata alla dea Cibele,
la Mater Magna dei romani. Alcuni studiosi hanno sostenuto anche un'altra
denominazione: "Mitromania" in relazione al culto del dio Mitra
praticato nella stessa grotta successivamente. |
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Da via Roma a Marina
Piccola.
Il nome deriva dalla volgarizzazione della voce dialettale "Muolo"=Molo.
La via infatti conduceva all'antico approdo romano di cui esistono ancora pochi
ruderi vicino allo scoglio detto delle Sirene. |
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Vicino ai Due Golfi, dove ha inizio la via
Mulo.
In questa località venivano "parate" le reti per la cattura delle
quaglie durante il loro passaggio che avveniva a maggio e a settembre. Se ne
catturavano circa 40000 l'anno. |
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Antico quartiere sviluppatosi nel '400 a ridosso
del Palazzo Arcucci(oggi Cerio). L'origine del nome è in "postierla"
cioè piccola porta tra le mura delle case e chiudeva il nucleo medioevale
urbano sul lato sud verso la valletta della Certosa. |
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Dai Due
Golfi (inizio carrozzabile Marina Piccola) conduce alle case della località.
Si prolunga fino al sentiero del "Passitiello" che porta ad
Anacapri. Il territorio è sottostante il monte Solaro e degrada verso
Marina Piccola. In dialetto locale "turina" significa
"dorsale di un monte". |
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In prossimità della Scala
Fenicia.
Prende tale nome da una torre, oggi non più esistente, costruita dai romani in
prossimità del porto in funzione di faro. In questa località sorse il primo
insediamento greco dopo la fondazione di Cuma. |
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Elegante e panoramica strada che guarda su Marina
Piccola. Ha inizio alla fine di Via Camerelle. Dal belvedere si possono
ammirare, molto ravvicinati, i Faraglioni e l'insenatura della Piccola Marina.
Il nome ha origine dal greco "tragarion"="recinto delle
capre". |
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La collina è sovrastante l'omonima via che è
parallela a quella di Tragara. Gli eruditi del '700 hanno voluto individuare in
essa le verdi "Taurabolae" menzionate dal poeta Stazio attribuendo al
toponimo la derivazione greca "tauros-boli"=luogo dove i buoi
precipitano. A Ravello sorge il monte Tuoro, ma nella penisola sorrentina e a
Capri indica il ciglione di un monte, una pendice o un impluvio. |
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Da via Tiberio(slargo detto il Barbone) alle case
della contrada. Antico "situs venationis". Il toponimo infatti ha le
sue radici nel latino "venans"=colui che va a caccia. E da qui "Venassina",
come la località è riportata negli antichi documenti. |
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(*)
Queste note sono tratte dal
volume "I Nomi di Capri" di Salvatore Borà. |
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