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Molti illustri naturalisti si sono dedicati allo studio della vita
che prospera sull'isola e nel mare circostante; tra questi ricordiamo
oltre ai grandi Plinio e Eimer, il prof. Oronzo Gabriele Costa e suo
figlio Achille. Il Prof. Costa, che fu il primo professore all'Università
di Napoli, è noto per la sua Fauna del Regno di Napoli e per aver
coordinato nel 1840 un lavoro multidisciplinare dal titolo Statistica
fisica ed economica dell'isola di Capri.
Capri, molti anni fa, era abitata da innumerevoli specie animali tra cui:
volpi, iene, orsi, cinghiali, cervi, daini, elefanti e da altri più
piccoli come il topo domestico (Mus musculus) ed il Surmolotto (Rattus
norvegicus) o il topo Selvatico (Apodemus sylvaticus). Tra i rapaci vi
sono il Gheppio, il Falco pellegrino, tutt'oggi le coppie esistenti sono
il falco di Tiberio, di Capodimonte, di Marmolata, di Tuoro, di Abbasso
Artimo, mentre tra quelli notturni vi sono stabilmente l'Assaiolo, la
Civetta e il Barbagianni; di passo l'Allocco e il Gufo comune. In tutto
l'anno è presente a Capri il Gabbiano reale (Larus argentatus), che di
norma nidifica sulla sommità dei Faraglioni, sulle rupi di Marmolata e di
Punta Chiavica.
Per proteggere
questi animali lo svedese Axel Munthe ottenne nel 1940 il divieto della
caccia agli uccelli di passo sull'isola, a lui fu dedicato un osservatorio
ornitologico nella sua tenuta in località Capodimonte di Anacapri dallo
Sveriges Ornitologiska Forening di Stoccolma.
Il ruolo di star della fauna isolana
è occupato dalla Lucertola dei Faraglioni ovvero la Podarcis sicula
coerulea, già Lacerta coerulea faraglionensis. Questa lucertola che
comunemente si incontra sull'isola, soprattutto sui Faraglioni di Fuori o
Scopolo, ha le squame della zona dorsale di colore blu oltremare, anziché
verde, e quelle della zona ventrale di colore azzurro con riflessi
metallici, invece che verde chiaro.
Sull'origine di questo particolare colore si è molto discusso: alcuni
ritengono che la colorazione avvenga per cianosi, altri giustificano la
particolarità ad una sorta di adattamento naturale: infatti, in ambienti
con carenza di cibo, le lucertole scure riescono ad avere maggior calore
dall'esterno e quindi ad essere più attive e a cacciare meglio. Uno dei
primi a rendersi conto di questa meraviglia della natura fu il medico -
naturalista Ignazio Cerio, che rese nota la scoperta nel 1870.
Un ruolo di primaria importanza nella fauna caprese è occupato, senza
ombra di dubbio, dagli uccelli.
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