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Axel Munthe nacque ad Oskarsham, in Svezia, nel 1857. Studiò medicina prima ad
Uppsala e poi a Parigi dove si laureò, alla giovane età di 23 anni, in ginecologia ed ostetricia nel 1880. Fu allievo del celebre alienista Charcot presso la Salpêtrière e
l'Hôtel-Dieu e ben presto cominciò ad interessarsi alle malattie generiche. Apertosi uno studio personale nella capitale francese, divenne ben presto il medico della numerosa colonia di artisti scandinavi. Alla medicina dedicò gran parte della sua vita: fu un clinico di valore, dotato di un eccezionale ascendente sui suoi pazienti. Medico di molti personaggi importanti quali i reali di Svezia, non disdegnò di offrire il suo aiuto a chiunque, povero o ricco, abbisognasse della sua opera.
Fu proprio in seguito alla grave epidemia partenopea del 1884 che giunse per la prima volta ad
Anacapri, laddove decise di stabilirsi definitivamente nel 1887 e di esercitare la professione di medico condotto. Non appena mise piede sull'isola, Munthe si innamorò di alcune rovine di una piccola cappella medioevale dedicata a San Michele, circondata da un gran vigneto che celava i resti di una villa romana tant'è vero che, durante gli intensi lavori di costruzione, furono portati alla luce numerosi reperti archeologici.
Per realizzare lo splendido giardino Munthe acquistò tutta la montagna, costruendo cisterne per raccogliere l'acqua piovana da utilizzare per l'irrigazione. Concepì egli stesso la Villa e ne seguì i lavori personalmente. Era sempre più viva, nella sua mente, l'idea di un'abitazione "...la mia casa deve essere aperta al sole, al vento, alla luce del mare come un tempio greco e luce, luce, luce ovunque".
Purtroppo lo svedese non poté godersi la sua creatura fino in fondo: dai primi anni del '900 cominciò a perdere la vista e fu costretto a lasciare
S.Michele, dove la luce era troppo forte, per trasferirsi alla più ombrosa Torre
Materita.
Munthe fu anche un cultore dell'arte, un filantropo e un grande amante degli animali: al fine di proteggere gli stormi di uccelli migratori che periodicamente attraversavano i cieli dell'isola, decise di acquistare il terreno del Monte
Barbarossa, al fine di offrire ai volatili una zona protetta. Oggi tale zona fa parte di una splendida riserva naturale.
Scrisse anche numerosi libri ma il più importante fu, senza ombra di dubbio, "La Storia di San Michele" nel quale Munthe descrive, spesso con molta fantasia, la storia della sua vita, in molti versi legata alla dimora
anacaprese. Il libro fu pubblicato per la prima volta in inglese nel 1929, quando Munthe aveva oltre settant'anni, su consiglio di Henry
James. Da allora il libro non ha mai smesso di esercitare il suo fascino magico, tanto da essere tradotto in innumerevoli lingue e diventare uno dei componimenti più letti dopo la Bibbia.
Nel giugno del 1943 Munthe, col declinare definitivo della salute, lasciò per sempre
Anacapri, per trascorrere il resto della sua vita a Stoccolma, presso Re Gustavo. Prima della sua morte firmò un testamento nel quale donava Villa San Michele e tutti i suoi averi allo stato svedese. Si spense l'11 febbraio 1949 all'età di 92 anni.
Oggi la villa è gestita dalla "Fondazione San Michele" e parte di essa è stata
adibita a museo, con i proventi del quale vengono finanziate le opere di
manutenzione e le numerose iniziative culturali organizzate dalla Fondazione.
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