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Edwin Cerio,
figlio di Ignazio, noto dottore isolano, nacque nel 1875, studiò ingegneria e
architettura e si laureò nel1898. Divenne ben presto collaboratore di Krupp che lo mandò
a lavorare anche in Germania e in Sudamerica. Nel marzo del 1913, avendo
abbandonato le mansioni che il re dei cannoni gli aveva affidato, fece ritorno in Italia. A
45 anni, dopo il divorzio con la moglie Elena, decise di lasciare la professione
di ingegnere navale e di dedicarsi all'isola che tanto amava. Iniziò a comprare
terreni e case; ricevette, nel 1920, da alcuni capresi la proposta di candidarsi
a sindaco, accettò e così nello stesso anno divenne primo cittadino caprese.
Nell'arco del suo mandato (1920-23) tentò di proteggere l'isola da alcuni
costruttori milanesi che volevano modificarne l'aspetto architettonico. Uno dei
passi più importanti contro di questì, fu l'organizzazione, nel 1922, di un
convegno per la difesa del paesaggio. Alla fine del convegno Cerio creò una
commissione per il controllo delle costruzioni sull'isola, al fine di combattere
la costruzione di appartamenti troppo moderni per lo stile dell'isola. Negli
ultimi anni della sua vita, Cerio aggiunse materiale per la collezione di
Palazzo Cerio fondato, assieme dallo stesso e dal fratello in memoria del padre
Ignazio. Edwin Cerio rimane comunque l'unico scrittore locale noto all'estero
tutt'oggi. E' ricordato, da alcune testimonianze isolane, come un personaggio
tenace e intelligente; uomo un giorno allegro e affabile e il giorno dopo freddo
e arrogante. Fu anche un ottimo botanico, collezionista d'antichità e uomo
d'affari. Le sue opere assumono, qualunque campo trattino, toni sarcastici,
fatta eccezione Capri nel seicento (1934), ottimo libro contenente informazioni
difficilmente reperibili altrove. Altre opere non di minore importanza sono;
L'ora di Capri (1950), L'aria di Capri e Flora privata di Capri (1939).
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