Maksim Gorkij

 

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Aleksej Maksimovic Peskov, detto Gorkij, nasce a Niznij- Novgorod il 16 marzo 1868. La sua infanzia non è delle più felici: rimane dapprima orfano di padre ed, in seguito, anche la madre, una volta risposatasi, lo abbandona. Costretto a lavorare fin da bambino, vive tra i diseredati e gli scaricatori del Volga, per poi concedersi una vita agiata fino alla morte, giunta il 18 giugno 1936, tre anni dopo l'assassinio del figlio.
Nel 1906 Gorkij si trasferisce a Capri, accompagnato dall'attrice Andrejeva. I due provenivano dagli Stati Uniti, dove avevano avuto problemi per la loro unione non ufficiale. Lo scrittore risiede inizialmente presso "Villa Blaesus", di proprietà di Ettore Settanni; dimora che, nel 1908, ospiterà anche Lenin. 
Nel 1909 Gorkij si trasferisce nella più spaziosa "Villa Behering", spinto soprattutto dalla necessità di ospitare gli allievi e i professori della "Scuola rivoluzionaria". La villa fu anche per lo scrittore fonte d'ispirazione per la crezione di romanzi e drammi. Nel 1911, sentendosi come rinchiuso, cambia ancora dimora, andando a vivere presso "Villa Pierina", elegante costruzione posizionata nel versante meridionale dell'isola, in Via Mulo. Anche in questo caso Gorkij creò all'interno della sua abitazione un centro di accoglienza per gli esuli russi, tra i quali ricordiamo: Ivan Budin e Leonid Andreev. Nel 1913 con la fine del suo esilio, voluto dal governo imperiale, Gorkij lascia l'isola e fa ritorno in Russia. 
Durante il suo soggiorno a Capri scrisse, tra l'altro, i romanzi: Estate, Confessione, La cittadina di Okurov, La spia, e La madre, ultimato e pubblicato sull'isola nel 1908. Non di minore importanza sono anche le opere autobiografiche La nascita di un uomo, Il padrone e Un avvenimento nella vita di Makar.

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