La Certosa di San Giacomo

Partendo dalla Piazzetta e proseguendo per via Vittorio Emanuele sino ad arrivare all'incrocio con via Certosa e viale Matteotti, si giunge alla Certosa percorrendo una viuzza, la via Certosa, appunto, che conduce tramite un corridoio murato all'edificio.

La Certosa di San Giacomo, a Capri, fu costruita verso il 1371 in una valle denominata Sama oppure Lama, esposta al sud, confinante con il mare e distante dal centro abitato. L'edificio, situato su un terreno donato dalla regina Giovanna prima d'Angiò, fu costruito grazie al conte Giacomo Arcucci, il quale lo dedicò all'apostolo San Giacomo. Alla morte della regina, il conte Arcucci subì la confisca dei beni e si ritirò nella Certosa, dove morì, assistito dai frati, nel 1397.
Nel '500,dopo la devastazione e gli incendi causati dal corsaro Dragut, furono eseguiti ampi restauri, che si protrassero per circa un secolo. In seguito, per difendersi dalle incursioni, fu costruita una torre di difesa, andata distrutta agli inizi dell'800 per il cedimento della roccia sottostante.
Nel 1808 ,quando i beni della Certosa furono confiscati dai francesi, tutti i documenti che vi erano conservati furono venduti, come carta da pacchi, ai bottegai locali. Successivamente l'edificio venne utilizzato per scopi militari.
Agli inizi del Novecento il complesso, messo all'asta dallo Stato italiano, che non intendeva assumersi le spese di manutenzione, stava per essere ceduto ad una società di albergatori, che volevano trasformarlo in albergo, quando fu posto sotto la tutela del Ministero della Pubblica Istruzione. Durante la prima guerra mondiale, nella Certosa si sistemò il reggimento di fanteria. Negli anni Venti, Edwin Cerio riuscì a farla passare sotto la tutela del Ministero delle Antichità e delle Belle Arti. Nel 1936 si aprirono in alcuni locali la Biblioteca Comunale e il liceo classico Publio Virgilio Marone.

L'edificio su due piani situato alla sinistra dell'incrocio del viale d'accesso con quello della Certosa, ospitava l'antica farmacia, la quale forniva le medicine anche agli isolani. L'edificio a destra, invece, ospitava la cappella delle donne fuori clausura. Nella grande sala centrale vi allestì lo studio il pittore Diefenbach, che aveva bisogno di spazi adeguati per le sue enormi tele.
Il portale della chiesa, in marmo bianco, è sormontato da una lunetta, sulla quale c'è un affresco trecentesco, che rappresenta la Vergine con il bambino. Ai lati della Vergine sono raffigurati, da una parte, San Bruno con la regina Giovanna e , dall'altra, San Giacomo con il conte Arcucci.
La chiesa è costituita da un'aula rettangolare, coperta da volte a crociera. Queste, verso la fine del '600, furono ricoperte da tetti a spioventi e restarono così fino al restauro del 1927. Oltre all'eliminazione del tetto a spioventi, nel 1927 fu messo in evidenza il rosone gotico e riaperti i finestroni, anche questi in stile gotico.
Fino al 1890, nella chiesa erano sistemati i due monumenti funerari di Giacomo Arcucci e del nipote Vincenzo e la statua in argento di San Giacomo, oggi nella chiesa di Santo Stefano.
Il complesso comprende anche due chiostri, uno grande e uno piccolo. Nel chiostro grande vi e' un porticato coperto da volte a crociera; la vasta superficie al centro di esso, invece, un tempo era occupata da spazi verdi, disposti secondo disegni geometrici. Su tre lati c'erano le dodici abitazioni dei frati; attualmente le celle del lato sinistro sono occupate dalle aule del liceo Classico. Ogni abitazione era composta da due ambienti, dove si svolgeva la vita di preghiera e si attuava il riposo del frate. Ogni nucleo aveva accanto un piccolo giardino, nascosto da alte mura. sul lato sinistro si disponeva il cimitero dei monaci e il pozzo che attingeva l'acqua dalla cisterna sottostante. Sull'altro lato sorgeva l'appartamento del priore, affacciato sul mare e sui faraglioni. Il chiostro piccolo presenta cinque arcate secondo la lunghezza della chiesa e quattro nell'altra; queste arcate sono sostenute da colonne. Anche nel chiostro minore c'è una cisterna, non più funzionante dalla fine dell'800.

Approfondimento

Visite:
Aperta tutti i giorni ad eccezione del lunedì;
Orario invernale: 9.00 - 14.00 (Domenica ore 13.00);
Orario estivo: 9.00 - fino al tramonto.
Ingresso libero

L'edificio comprende anche:

 La Biblioteca comunale (aperta il martedì, il giovedì e il sabato dalle 17.00 alle 20.00).

 Una collezione di dipinti di Diefenbach, pittore tedesco. 

 Un museo etnografico.

 

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