Partendo
dalla piazzetta e imboccando via Sopramonte o via Fuorlovado, giunti al
quadrivio della Croce e voltando a sinistra per la salita di via Tiberio, si
arriva allingresso della piccola cappella della Croce o di San Michele. Il
cancello di legno lascia intravedere il piccolo ingresso coperto, su cui si
erge un piccolo campanile a vela, e il portale d ingresso, sormontato da
una lunetta tardo-gotica in pietra grigia. La datazione della chiesa è molto
controversa: secondo alcuni studiosi il presbiterio risalirebbe a prima
dellundicesimo secolo, mentre la volta a crociera della breve navata alla
seconda metà del trecento; secondo altri, invece, lintero edificio è
databile alla fine del trecento, con alcuni particolari formali più tardi. Edwin
Cerio, poi, attribuisce la prima costruzione della chiesa alluomo
darmi Alfirello Ferrace, la cui famiglia nel quattordicesimo secolo aveva
realizzato il palazzetto residenziale dellattuale piazzetta Cerio. Secondo
i manoscritti Carelli, gli ambienti adiacenti che dovevano ospitare i monaci
si devono ad un altro Alfirello Ferrace, vissuto allinizio del 500.
Linsieme doveva configurarsi come un convento piccolo ma autonomo,
impiantato su unarea più vasta rispetto a quella attuale e servita di tre
entrate. In una pa
rte dello spazio fiorito dinanzi alla chiesa vi era il cimitero, utilizzato
ancora nel 1656 quando durante la peste furono seppelliti alcuni appestati. Di
recente un pavimento di lucide maioliche ha sostituito quello vecchio di
mattonelle.Lappellativo di la Croce o Sacromonte, con cui era
denominata dai capresi la chiesa di S.Michele e il monte omonimo, trae origine
dalla croce piantata un tempo sulla sommità del monte. La chiesa fu poi detta
di S.Michele soltanto a partire dal 1803, nel momento in cui fu chiusa la più
antica cappella che si ergeva sulla sommità del omonimo.