Chiesa di Santo Stefano

 
L’edificio, situato nelle immediate vicinanze della famosa piazzetta, fu progettato dall’architetto F.A. Picchiatti e fu realizzata tra il 1688 e il 1697 dall’amalfitano Marziale Desiderio, esperto costruttore di cupole e volte. La chiesa fu poi consacrata soltanto nel 1723, sotto il vescovo Michele Vandenejnde. Essa si sovrappose alla chiesa vescovile, edificata su una precedente struttura religiosa nel 1596, quando il vescovado era stato trasferito lì dalla sede di S.Costanzo, a causa del pericolo costituito dalle frequenti incursioni dei turchi. 
In quell’occasione furono portate alla chiesa anche le reliquie di S.Costanzo, patrono dell’isola. Già dalla piazza, grazie alla buona angolazione prospettica della chiesa, è possibile cogliere il riuscito collegamento strutturale e architettonico tra la facciata seicentesca, la cupola centrale e la scansione delle volte estradossate delle cappelle laterali. La facciata è barocca e i pinnacoli, le volute e gli spicchi non si discostano dalla tradizione seicentesca, mentre le coperture rappresentano un esemplare unico, distaccandosi dalla ripetizione degli schemi coevi. La pianta della chiesa è a croce latina e all’interno l’edificio si articola in 3 navate, con una cupola all’incrocio della navata centrale col transetto. Le due navate laterali presentano quattro cappelle quadrangolari per lato. 
L’ingresso principale è caratterizzato da un portale ligneo risalente al diciottesimo secolo. La vetrata sopra il portale, riproducente Cristo Risorto ,e le vetrate sopra la navata centrale, che raffigurano i simboli dei sette sacramenti, sono moderne e più precisamente risalgono al 1973. L’altare in marmi policromi, al centro del presbiterio, fu eseguito nel diciassettesimo secolo. La pavimentazione di esso e del coro fu realizzata con marmi romani, mettendo in opera tarsie di marmo africano, giallo antico e saravezza, recuperate durante gli scavi dei borboni nel 1759. I gradini dell’altare, invece, sono rivestiti da lastre di marmo, ricavate dal fusto di antiche colonne romane. 
Vi è poi un grande organo dorato, risalente agli inizi  del diciannovesimo secolo, in alto dietro l’altare, mentre ai piedi di esso vi sono tre pietre tombali, con decorazioni in marmi policromi, dedicate una al vescovo di Capri Francesco Antonio Boccus, una a monsignor Serafino Cimmino, un’altra al parroco di Capri Giuseppe De Nardis. Su entrambi i lati del presbiterio vi sono i corridoi che conducono alla sagrestia. In quello di sinistra, dove si trova la statua di S.Costanzo, realizzata in argento e ornata di zaffiri, granati e berilli, c’è una scaletta a chiocciola che porta sui tetti. 
L’altare al centro del transetto sinistro, inoltre, contiene le reliquie del patrono, raffigurato sulla tela soprastante di G. Farelli nell’atto di cacciare i corsari. Infine, fra gli arredi della chiesa, vi sono due antiche consolle dorate su cui è appoggiata una rappresentazione del presepe e una crocifissione entro teche in vetro.

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