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I
Faraglioni
I Faraglioni, o Sirenum scopuli, citati da Virgilio nell'Eneide,
sono costituiti innanzitutto dal Faraglione Stella, unito all'isola, sul
cui versante occidentale vi è la grotta che da esso prende il nome e che,
dato il basso fondale, è percorribile in barca a remi. Le rocce sommerse
sono ricoperte di alghe brune, mentre oltre i 20 metri di profondità vi
sono ampie radure detritiche, alternate a fondali ricoperti di Posidonie.
All'estremità dello Stella vi è poi una grossa fessura subacquea
che genera vortici e spruzzi con mare mosso e riflessi azzurri con mare
calmo.
Dal punto di vista naturalistico i Faraglioni costituiscono uno dei
luoghi più affascinanti dell'isola. Una volta essi erano il prolungamento
ininterrotto del promontorio di Tragara e si sono formati per effetto di
sconvolgimenti tellurici, di frane, di erosione marina ed eolica. Il punto
più profondo al centro del canale segna 16 metri. La corrente è,
inoltre, incredibilmente violenta.
Nella parete sommersa prospiciente il
fondo dell'arco del Faraglione di Mezzo vi è un enorme tappeto di colore
giallo costituito da una colonia di Celenterati appartenenti alla specie Parazoanthus
axinellae, simili a fiori.
Tra il Faraglione di Mezzo e lo Scopolo vi
sono invece numerose specie di Idrozoi, mentre il fondale dello Scopolo,
famoso per la presenza della Lucertola Azzurra, è ricco di Echinodermi,
tra cui le Stelle marine Ofhidiaster ophidianus dal color rosso
carminio, viola o maculato di giallo e arancio e il Riccio marino Centrostephanius
longispinus.
Lo Scopolo ospita, poi, innumerevoli altre forme di
vita lungo le sue pareti sommerse, che spesso mostrano i segni
degli scalpelli dei pescatori dei "Datteri di Mare". Il fondale
dei Faraglioni, in direzione sud, declina rapidamente e raggiunge i 500 m
di profondità; al largo si toccano quasi subito i 3500 m circa. Qui il
comandante Vassena effettuò il secondo esperimento di immersione del suo
sommergibile, senza equipaggio a bordo, perdendolo a cuasa di un incidente
tecnico.
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