Grotta Azzurra


La Grotta Azzurra è famosissima in tutto il mondo per la grandiosa vastità, la colorazione intensamente azzurra dell'interno e lo splendore bianco argenteo che acquistano gli oggetti immersi nelle sue acque. Essa è presente già nel '600 nella pianta dell'isola del geografo Coronelli, con il nome di grotta di Gradola. E' cosi denominata da quando nel 1826 fu esplorata dai pittori tedeschi A.Kopisch ed E.Fries, accompagnati dall'albergatore Giuseppe Pagano, che li aveva incitati all'impresa prima del 1826, tuttavia, la fama della grotta si era già estesa grazie alla descrizione di altri scrittori romantici, fra i quali W. Weiblinger, H.C.Andersen e Alexandre Dumas padre.
Il varco nella roccia, allargato dai romani in età Augusto-Tiberiana, per adattare la grotta a ninfeo marittimo di una villa soprastante (Gradola), oggi ridotta a pochi ruderi, fu ulteriormente ampliato dopo la scoperta del 1826. Nel 1964 sono state poi trovate sul fondo, due statue romane pertinenti al ninfeo: una rappresenta Poseidone, l'altra un tritone. Entrambi sono visibili nel museo della Certosa di S.Giacomo. All'interno, la grotta è caratterizzata da una spettacolare colorazione azzurra, prodotta dalla luce solare filtrata dall'acqua. Il sistema sotterraneo della grotta è costituito dai vari ambienti, che sono però sconosciuti ai visitatori, i quali vedono soltanto quello più vasto, denominato "Duomo azzurro".
Questo rappresenta una cavità di erosione lunga circa 60 metri, larga al massimo 25, profonda circa 22 presso l'ingresso, 14 presso l'interno. Entrando sulla destra le pareti si articolano formando un'altra cavità, mentre a sinistra si aprono vari cunicoli, che si pensa comunichino con la vicina grotta dei Guarracini. Nella zona sud-occidentale, si trova una piattaforma, pianata artificialmente da romani, che si spinge verso l'interno per circa 100 metri.
A fianco di essa si trova la galleria dei Pilastri, che prosegue fino alla Sala dei Nomi, così chiamata per le numerose firme dei visitatori sulle pareti. La galleria va poi restringendosi nelle viscere della montagna, lungo il cosiddetto passaggio della "corrosione", fino all'esterno punto accessibile.

Il colore azzurro della grotta è dovuto al fatto che la luce del giorno entra attraverso una finestra sottomarina vicino l'ingresso, subendo una filtrazione dall'acqua, che assorbe i colori rossi e lascia passare quelli azzurri. La Grotta Azzurra è accessibile a Capri dal mare, solo con barcaioli autorizzati, da Anacapri invece o a piedi per le scorciatoie oppure in autobus e in taxi lungo la rotabile che parte da via del Pagliaro, al quadrivio di De Tommaso, via G.Orlandi e via Caprile. La strada lunga circa 3 km, è molto tranquilla e panoramica ed inoltre, prima di giungere alla Grotta Azzurra, passa anche dinanzi alla zona archeologica di Damecuta.

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