Villa Jovis


Partendo dalla piazzetta, con solo 30 min. di piacevole passeggiata tra gli odori della campagna caprese, seguendo le varie indicazioni, si giunge a Villa Jovis: una delle più importanti dimore costruite dall'Imperatore Tiberio durante la sua permanenza a Capri. Riportata alla luce attorno al '700 da Carlo di Borbone, si estende su un territorio abbastanza ampio.
Situata in una zona in passato poco raggiungibile, essa rispecchia pienamente il carattere molto schivo dell'imperatore, motivo che lo rendeva poco apprezzato dai suoi collaboratori e dai politici romani.
Tiberio, per questo motivo, preferiva rifugiarsi qui, lontano dallo stress di Roma, immerso nel verde e circondato da magnifici scenari. Dalla villa,infatti, si può godere di un magnifico panorama che spazia dalla penisola sorrentino-amalfitana, alla Punta Campanella, agli scogli dei Li Galli e alla baia di Jeranto.
Eretto nel primo secolo d.C. su un dislivello di circa 60 metri, l'edificio si sviluppa tutto in verticale. Le costruzioni coprono un'area di 7000 mq, a cui vanno sommati più di 13000 mq di giardino a terrazze e ninfei.
Oggi, purtroppo, la maestosa costruzione si presenta per la maggior parte distrutta, tanto da rendere difficoltosa la comprensione degli ambienti che formano i singoli settori al turista sprovvisto di planimetria. Gli unici vani individuabili con una certa facilità sono quelli delle cisterne, che costituiscono il nucleo fondamentale del complesso. Queste venivano usate per l'approvvigionamento idrico e per la distribuzione di vari servizi e consentivano alla Villa di rendersi completamente autonoma.

Attorno alle cisterne si articolano 4 zone :
L'appartamento imperiale e la Domus di Tiberio sulla parte settentrionale;Il quartiere di rappresentanza, situata sul lato orientale;Gli ambienti termali, affacciati a sud, verso l'entroterra dell'isola;Gli alloggi di servizio, i depositi, i magazzini e le cucine posti sul versante occidentale.

Nella parte settentrionale del complesso si trova lo strapiombo denominato "Salto di Tiberio"(297m). Esso era il luogo da cui l'Imperatore, secondo alcune leggende, lanciava le sue vittime, in seguito a sevizie e torture. Parte integrante della villa è anche un Faro, utilizzato come strumento di comunicazione con la vicina Sorrento e con Capo Miseno, base della flotta imperiale. 
Si pensa che esso sia stato danneggiato pochi giorni dopo la morte di Tiberio a causa di un terremoto. Esso inoltre era punto di riferimento per i naviganti. Dopo essere stato restaurato da Domiziano e usato per un lungo periodo di tempo, fu nuovamente danneggiato da un fulmine e ora i resti della sua cima sono sparsi sull'erba.
Sulla terrazza più alta della villa si erige la chiesetta, con relativa statua, di Santa Maria del Soccorso.

Approfondimento (a cura dell'Ass. Culturale Oebalus)

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