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ANACAPRI |
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Dalla via Tommaso de Tommaso alla via Migliara. Conduce anche alla piccola chiesa duecentesca di S.Maria a Costantinopoli, già "alli Curti". Durante le incursioni dei Turchi fu dedicata alla Madonna della Catena perchè da Lei si implorava la grazia della liberazione dei congiunti tratti "in catene" nelle devastanti razzie. |
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Zona panoramica di incantevole bellezza alle falde del Monte Solaro. Abbarbicata alla montagna sorge una piccola chiesa di origine duecentesca dedicata a S.Maria. La derivazione del nome è stata attribuita alla esistenza, non provata, di un tempio dedicato a Venere Citerea. E' più verosimile che derivi dalla abbondante crescita della "citronella"(melissa officinalis e aurea) le cui foglie emanano un delicato profumo di limone. |
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Dal latino "domus-cuta" cioè "dimora-alcova" per indicare specificatamente gli ambienti sottostanti la torre medioevale è costituita da un "cubicolo", un vestibolo e da un terrazzino in funzione di belvedere tanto preferiti da Tiberio nei suoi soggiorni in villa. |
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Da via G.Orlandi a via T.de Tommaso. Attraversava la proprietà di Giovanni De Filecto come risulta da un rogito notarile del 988 della Repubblica Marinara di Amalfi dalla quale Capri allora dipendeva. |
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Da Piazza S.Nicola alle Boffe. Era conosciuta prima come via che conduce alle Boffe. Nel 1814 il soppresso Monastero delle Teresiane, annesso alla Chiesa di S.Michele Arcangelo, fu adibito a caserma e ristrutturato con l'apertura di ampie e susseguenti finestre sul lato della via dando origine al toponimo. |
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Da Piazza Caprile a Via Grotta Azzurra. Indica il luogo delle folaghe(follica, in dialetto locale). Questo uccello ancora transita sull'isola al tempo della loro migrazione. La casa merlata che si vede a destra fu per quasi vent'anni la residenza della regina Vittoria di Svezia. |
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Località immediatamente sopra la Grotta Azzurra. Il nome ha origine dal latino "gradus-gradula" cioè piccolo scalo. Alcuni intagli nella roccia indicano il punto di ormeggio per imbarcazioni fin dal tempo dei romani che se ne servivano per raggiungere la sovrastante villa imperiale di Damecuta. La Grotta Azzurra era prima conosciuta come Grotta di Gradola. |
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E' l'insieme delle case in stile caprese sorte nel '600 intorno alla chiese di S.Sofia (1556), e coperte con le caratteristiche volte a padiglione simili a quelle piccole enfiature che si formano sotto la crosta del pane e che in dialetto locale sono dette "boffe". |
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Dal latino "limen"=confine. La località infatti segna il limite del territorio dell'isola verso occidente. |
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Antica proprietà della famiglia "Maczarito" acquistata nel 1378 dai Certosini che nel 1563 vi costruirono l'omonima torre contro le incursioni dei Turchi. Fu dimora del medico svedese Axel Munthe che qui scrisse "La storia di S.Michele". |
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Da Piazza Vittoria all'omonimo belvedere. Antichissima strada forse di origine romana tracciata tra i terrazzamenti coltivati a "miglio" da cui deriva il nome. |
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Sul promontorio sottostante Villa Damecuta, vi sono i resti di un fortino costruito dai francesi nel 1808. E' la località dove il generale Lamarque fece sbarcare le sue truppe per riconquistare l'isola occupata dagli inglesi. Era anche la zona dove veniva praticata la caccia delle quaglie. Il toponimo deriva dal greco "orrica" che significa "campo fiorito". |
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Dove veniva intensamente coltivato il "lino". Quello di Capri era apprezzato per la sua lunghezza e la sua morbidezza. Gli steli venivano macerati nelle vasche collocate vicino alle cisterne dell'acqua piovana, ma anche nelle larghe pozze naturali della costa dove stagnava l'acqua di mare. Vicino ai Faraglioni la località "Fontelina" conserva questo nome derivato dalla corruzione di "fontes lini"=fonti del lino, come risulta da antichi documenti. |
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Da Caprile la via conduce alla Torre della Guardia. Negli antichi documenti è riportata come "lentiano"=luogo dove si tessevano le "lenze", cioè quelle lunghe strisce di lino con le quali si confezionavano anche le "lenzuola". |
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Vicoletto nei pressi della Casa Rossa. Il nome, diffuso anche a Capri,deriva da "pastino", attrezzo da lavoro in ferro biforcuto adatto a dissodare la terra. E' collegato a "pastinato" cioè a quel tipo di contratto agrario che prevedeva la bonifica delle terre incolte e introdotto dai Benedettini intorno al 580, specie in Campania. |
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A ridosso della Chiesa di S.Sofia sono stati rinvenuti alcuni ruderi di mura in "opus reticulatum", cisterne, resti di colonne e di marmi di una villa attribuita a Tiberio che i vecchi capresi hanno sempre denominato "Timberio". Perciò luogo del palazzo "Timberiano", mutatosi poi in "Timberino". |
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Località sottostante la Casa Rossa
da dove ha inizio la via. Il toponimo deriva dalla voce dialettale "timpia"=rupe,
balza, collina. Per la reale configurazione del luogo, dal quale si gode un
ampio panorama sul golfo di Napoli, si può dedurre che la voce "timpia"
deriva da quella greca "tempe" che è una valletta amena della
Tessaglia. |
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Queste note sono tratte dal
volume "I Nomi di Capri" di Salvatore Borà. |
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